Che cos’è la chiusura Purdey
Nei fucili basculanti le canne devono poter ruotare per consentire il caricamento, ma devono anche rimanere saldamente unite alla bascula durante lo sparo. La chiusura Purdey assolve questa funzione mediante un catenaccio scorrevole disposto longitudinalmente nel piano inferiore della bascula.
Il catenaccio presenta due elementi di presa che impegnano altrettanti intagli, chiamati anche morsi di chiusura o bites, ricavati nei ramponi posti sotto il monoblocco o sotto la culatta delle canne.
Quando l’arma viene chiusa, il tassello avanza e si inserisce nei due intagli, contrastando la tendenza delle canne a ruotare verso il basso e ad allontanarsi dalla faccia di bascula.
Le origini del sistema
La chiusura fu brevettata da James Purdey the Younger il 2 maggio 1863 con il brevetto britannico numero 1104, dedicato a miglioramenti applicabili alle armi a retrocarica. Il dispositivo nacque durante il passaggio dai fucili ad avancarica alle prime armi basculanti a retrocarica e fu inizialmente applicato anche a fucili a spillo.
Prima della sua introduzione erano diffusi diversi sistemi azionati mediante lunghe leve inferiori. Questi meccanismi potevano risultare solidi, ma richiedevano movimenti relativamente ampi e non sempre permettevano la chiusura automatica dell’arma con il semplice sollevamento delle canne.
Il sistema Purdey apparteneva invece alla nuova generazione delle chiusure automatiche o “snap action”: portando le canne in posizione, i ramponi arretravano temporaneamente il tassello, che ritornava poi in avanti sotto l’azione della propria molla, impegnando i due intagli.
Com’è costruita la duplice chiusura Purdey
Gli elementi fondamentali del sistema sono:
- il rampone anteriore, collocato più vicino al perno di rotazione della bascula;
- il rampone posteriore, disposto verso la culatta;
- i due intagli di chiusura, ricavati nella parte posteriore dei ramponi;
- il tassello Purdey, che scorre longitudinalmente nella parte inferiore della bascula;
- la molla della chiusura, incaricata di riportare il tassello in posizione avanzata;
- il comando di apertura, collegato al tassello mediante leve e rinvii.
Il tassello deve essere realizzato in acciaio resistente e accuratamente adattato agli intagli dei ramponi. La qualità della chiusura dipende infatti non soltanto dal progetto, ma soprattutto dalla precisione delle superfici di contatto, dalla durezza dei materiali e dall’abilità con cui viene eseguito l’aggiustaggio.
Come funziona la chiusura Purdey
Durante l’apertura
Azionando la chiave, il movimento viene trasmesso al tassello Purdey. Il tassello arretra e libera contemporaneamente gli intagli dei due ramponi. Le canne possono quindi ruotare attorno al perno di bascula, permettendo l’estrazione o l’espulsione dei bossoli e il successivo caricamento.
Durante la chiusura
Quando le canne vengono sollevate, la superficie inclinata del rampone anteriore incontra il tassello e lo spinge temporaneamente all’indietro. Una volta raggiunta la corretta posizione, la molla fa avanzare nuovamente il tassello, che entra nei due intagli e blocca le canne.
La presenza di due punti di presa distribuisce il lavoro di serraggio su entrambi i ramponi. Il contatto con il rampone anteriore, più vicino al fulcro dell’arma, favorisce inoltre un azionamento pronto e positivo durante la chiusura.
La chiave superiore non fu inventata da Purdey
La moderna chiusura a chiave superiore viene spesso attribuita interamente a Purdey, ma si tratta di una semplificazione storicamente inesatta.
James Purdey brevettò il doppio tassello inferiore, mentre la chiave superiore con alberino verticale fu brevettata nel 1865 da William Middleditch Scott. Il sistema Scott aziona il tassello attraverso un alberino verticale e un rinvio collocato all’interno della bascula.
L’abbinamento fra chiave superiore Scott e duplice chiusura Purdey si dimostrò particolarmente funzionale. La sua praticità fu tale da trasformarlo nella configurazione più diffusa sui fucili basculanti tradizionali.
Perché la chiusura Purdey ebbe tanto successo
Il grande successo del sistema deriva da una combinazione di caratteristiche:
- semplicità meccanica, grazie al numero relativamente contenuto di componenti;
- chiusura automatica quando le canne vengono riportate in posizione;
- due punti di serraggio ricavati sotto le canne;
- distribuzione equilibrata degli sforzi sui ramponi;
- ingombro ridotto all’interno della bascula;
- facilità di manutenzione e ripristino da parte di un armaiolo competente;
- compatibilità con differenti tipi di comando, compresa la chiave superiore.
La chiusura Purdey consentì inoltre di ottenere bascule dalle linee pulite e prive delle lunghe leve inferiori caratteristiche di molti sistemi precedenti.
Chiusura Purdey e tenuta allo sparo
La chiusura non deve essere considerata isolatamente. Nei fucili basculanti la stabilità dell’insieme dipende dalla collaborazione tra diversi elementi:
- perno di bascula;
- croce dell’astina;
- uncino o ramponi delle canne;
- faccia di bascula;
- tassello e intagli di chiusura;
- eventuale terza chiusura superiore.
Durante lo sparo, la pressione sviluppata nella camera tende a spingere il fondello della cartuccia contro la faccia di bascula e a sollecitare l’insieme canne-bascule. Il tassello Purdey contrasta principalmente la rotazione di apertura delle canne, mentre il perno e le superfici di appoggio partecipano alla distribuzione delle forze.
Una chiusura efficace non dipende quindi soltanto dal numero dei punti di aggancio. Sono determinanti la corretta geometria della bascula, l’estensione degli appoggi, la qualità degli acciai, i trattamenti termici e la precisione dell’aggiustaggio.
Duplice e triplice chiusura: quali differenze?
La configurazione Purdey originale è una duplice chiusura inferiore. I due punti di presa si trovano sotto le canne, in corrispondenza dei ramponi.
Quando al doppio tassello Purdey viene aggiunto un ulteriore vincolo nella parte superiore della culatta, si parla generalmente di triplice chiusura. Il terzo punto può essere realizzato con sistemi differenti, tra i quali:
- chiusura trasversale Greener;
- prolungamento superiore tipo doll’s head;
- chiusura superiore a gancio o tassello;
- sistemi proprietari sviluppati dai singoli costruttori.
La cosiddetta chiusura Purdey–Greener combina normalmente il doppio tassello inferiore Purdey con un perno trasversale Greener che attraversa un prolungamento della bindella. Il sistema offre così due prese inferiori e una superiore.
La triplice chiusura può essere vantaggiosa su express, fucili destinati a impieghi gravosi o armi camerate per munizioni particolarmente energiche. Non rappresenta tuttavia automaticamente una costruzione migliore: una duplice Purdey perfettamente dimensionata e aggiustata può offrire una solidità e una durata eccellenti.
Chiusura Purdey nelle doppiette
Nelle doppiette, i due ramponi sono normalmente disposti in successione lungo la parte inferiore del gruppo canne. Il tassello scorre nel fondo della bascula e impegna gli intagli posteriori di entrambi.
Questa disposizione è particolarmente adatta alle bascule side-by-side perché consente di contenere l’altezza complessiva dell’azione e di mantenere una linea elegante. Per tale ragione la chiusura Purdey è diventata una delle soluzioni caratteristiche della scuola armiera britannica, diffondendosi successivamente anche nella produzione continentale.
Impiego nei sovrapposti e negli express
Il principio del tassello scorrevole è stato applicato anche ai sovrapposti, sebbene la conformazione dei ramponi e delle superfici di presa possa differire rispetto a quella delle doppiette tradizionali.
Negli express basculanti la chiusura deve essere dimensionata in rapporto alla cartuccia utilizzata, alla massa delle canne e alle sollecitazioni generate allo sparo. Per questo motivo il doppio tassello Purdey viene frequentemente integrato con una terza chiusura superiore o con ampie superfici supplementari di contrasto.
Usura e perdita della corretta chiusura
Dopo un impiego molto prolungato, oppure in presenza di manutenzione insufficiente, un fucile basculante può sviluppare un certo gioco tra canne e bascula. Nel linguaggio armiero si dice allora che l’arma è fuori chiusura o che presenta un gioco di basculaggio.
Le cause possono interessare:
- il perno di bascula;
- l’uncino del rampone;
- gli intagli della chiusura;
- il tassello Purdey;
- le superfici di appoggio tra canne e bascula;
- l’accoppiamento fra croce, astina e gruppo canne.
La posizione della chiave non è sufficiente, da sola, per stabilire lo stato della chiusura. Una chiave spostata verso destra può indicare la presenza di una riserva di serraggio, ma la valutazione reale richiede il controllo dell’intero accoppiamento da parte di un armaiolo.
Il ripristino della chiusura
Il ripristino non dovrebbe consistere in una semplice modifica superficiale del tassello. L’armaiolo deve prima individuare quali componenti abbiano effettivamente sviluppato usura e verificare la corretta posizione delle canne rispetto alla faccia di bascula.
In funzione del difetto riscontrato possono rendersi necessari interventi sul perno, sull’uncino, sui ramponi o sul tassello. Le superfici devono essere nuovamente adattate in modo uniforme, evitando contatti localizzati che potrebbero causare un rapido deterioramento.
Si tratta di un’operazione specialistica: interventi improvvisati, ribattiture o riporti non correttamente eseguiti possono alterare la geometria della bascula e compromettere affidabilità, sicurezza e valore dell’arma.
La chiusura Purdey nelle armi moderne
A oltre un secolo e mezzo dalla sua introduzione, il principio Purdey continua a essere utilizzato sia nell’alta armeria sia nella produzione industriale. Le moderne macchine utensili permettono di realizzare ramponi e tasselli con tolleranze molto precise, ma nei fucili di maggior pregio l’aggiustaggio finale viene ancora completato manualmente.
Nel tempo sono cambiate le tecniche di lavorazione, gli acciai e i trattamenti termici, mentre il concetto meccanico è rimasto sostanzialmente invariato. Questa continuità dimostra l’efficacia di un progetto capace di coniugare robustezza, compattezza, rapidità di funzionamento ed eleganza costruttiva.
Come riconoscere una chiusura Purdey
Con il fucile aperto è possibile osservare, sotto la culatta delle canne, due ramponi allineati longitudinalmente. Sul lato posteriore di ciascun rampone è presente l’intaglio destinato a ricevere il tassello.
Guardando il fondo della bascula si può invece individuare il doppio elemento scorrevole che avanza e arretra quando viene azionata la chiave. La presenza di un comando superiore non basta però a identificare il sistema: la chiave Scott può infatti essere abbinata anche ad altri tipi di chiusura.
Importanza storica della chiusura Purdey
La duplice chiusura brevettata da James Purdey the Younger rappresenta uno dei punti di svolta nello sviluppo delle armi basculanti. La sua diffusione contribuì all’abbandono delle ingombranti leve inferiori e favorì l’affermazione dei fucili con apertura comandata dalla chiave superiore.
Il sistema non rimase esclusivo della casa londinese. Dopo la conclusione della protezione brevettuale venne adottato e reinterpretato da numerosi armaioli britannici, belgi, francesi, tedeschi, spagnoli e italiani, diventando una soluzione quasi universale.
La chiusura Purdey è quindi molto più di un dettaglio tecnico: costituisce uno dei fondamenti meccanici del fucile basculante moderno e uno degli esempi più riusciti di innovazione nata nell’armeria inglese dell’Ottocento.























